La PA aumentata come strumento di marketing territoriale, turismo e valorizzazione delle identità culturali
Dalla PA digitale alla PA aumentata: tecnologia, dati e intelligenza artificiale possono aiutare gli enti locali a conoscere il territorio, promuovere il turismo e raccontare le identità culturali.
18 ottobre 2026 · 3 min di lettura
La trasformazione digitale avvenuta con il PNRR ha consentito alla Pubblica Amministrazione di costruire una nuova capacità tecnologica: digitalizzare procedimenti, erogare servizi online, utilizzare piattaforme, gestire dati, ottimizzare l’interoperabilità e rendere più immediata la relazione con cittadini e imprese. Nella fase attuale post PNRR, la capacità tecnologica, da sola, non basta più e la PA ha necessità di acquisirne, immediatamente, consapevolezza. Partendo da questa coscienza oggi abbiamo la necessità di misurarci con la PA aumentata: un’amministrazione nella quale tecnologia, dati e intelligenza artificiale non sostituiscono le persone, ma diventano strumento per estenderne le capacità cognitive, professionali, progettuali, decisionali e relazionali. Il passaggio dalla PA digitale alla PA aumentata non dipende quindi dalla disponibilità di strumenti tecnologici sempre più avanzati, ma dalla capacità delle persone e dell’organizzazione di utilizzarli consapevolmente e con una finalità precisa. In questa fase diventano centrali, quindi, le competenze. Un’amministrazione può aver acquisito negli anni le migliori piattaforme, può disporre di grandi quantità di dati ed anche di sistemi avanzati di intelligenza artificiale ma, al contempo, rimanere organizzativamente fragile se le persone deputate non sono in grado di interpretarli, governarli e trasformarli in strumenti a supporto del potere decisionale ed a supporto della costruzione di politiche pubbliche. Le persone e le loro competenze, acquisite anche attraverso una formazione dedicata, rappresentano quindi il motore in grado di trasformare la capacità tecnologica acquisita in capacità amministrativa aumentata. La tecnologia può ricercare, correlare, elaborare grandi quantità di informazioni e costruire scenari; alle persone rimangono la valutazione, la comprensione del contesto, la creatività, la responsabilità, la relazione e soprattutto la determinazione delle finalità. Questa visione diventa rilevante soprattutto negli Enti Locali, che spesso soffrono la carenza di competenze, e può trovare una significativa quanto concreta applicazione nelle politiche di marketing territoriale, turismo e valorizzazione delle identità culturali, come contributo alla creazione di valore pubblico quindi a beneficio della collettività. I nostri territori possiedono un patrimonio materiale e immateriale molto articolato fatto di beni culturali, paesaggi, tradizioni, memoria, eventi, produzioni, archivi e narrazioni. L’intelligenza artificiale può essere governata per aiutare l’amministrazione a organizzare queste informazioni, individuare connessioni, costruire itinerari, analizzare flussi costruendo politiche pubbliche dedicate, elaborare contenuti, supportare strategie di comunicazione e sviluppare nuove esperienze attraverso storytelling digitale, ambienti immersivi e digital twin. Proprio perché l’identità di una comunità non può essere affidata a un algoritmo, non va sottovalutata la componente umana. La tecnologia può amplificare una narrazione ma la scelta degli elementi identitari da valorizzare, dei valori da trasmettere e degli obiettivi da perseguire rimane una precisa scelta istituzionale e quindi una responsabilità umana e culturale. Per questo la PA aumentata non può prescindere da competenze, organizzazione, leadership ed e-leadership, governance. L’obiettivo non è infatti l’innovazione tecnologica, acquisita soprattutto nella fase del PNRR, ma il valore pubblico: maggiore accessibilità del patrimonio, migliore esperienza turistica, rafforzamento dell’identità locale anche attraverso la costruzione e la divulgazione di un nuovo storytelling, partecipazione, attrattività, opportunità economiche e capacità della comunità di riconoscersi nel proprio territorio. Il valore pubblico si persegue grazie alla capacità amministrativa aumentata di un’organizzazione che è la somma della capacità tecnologica, dell’intelligenza artificiale, dei dati, delle competenze e quindi anche dell’organizzazione in grado di essere proattiva di fronte al cambiamento. La vera innovazione non consiste quindi nell’avere più tecnologia, ma nell’avere un’amministrazione capace di utilizzarla per comprendere il territorio, progettare il futuro e generare benessere per la comunità.
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