Addio Rosatellum: cosa cambia con la nuova legge elettorale
Dal 24 ottobre 2026 è in vigore la legge 180: via i collegi uninominali, ritorno al proporzionale e premio a chi supera il 42%.
28 ottobre 2026 · 5 min di lettura
Dal 24 ottobre 2026 l’Italia ha una nuova legge elettorale: la legge 9 ottobre 2026, n. 180. Manda in pensione il Rosatellum e cambia il modo in cui sceglieremo deputati e senatori alle politiche del 2027. In questa serie di nove articoli la spieghiamo pezzo per pezzo, partendo dalle basi.
Cosa cambia in una frase
Spariscono i collegi uninominali, si torna al proporzionale, con un premio di seggi per chi arriva primo e supera il 42% dei voti. Proviamo a tradurre i tre passaggi.
- Collegio uninominale: è un territorio in cui ogni partito o coalizione presenta un solo candidato e vince chi prende un voto più degli altri. Con il Rosatellum una parte importante dei parlamentari veniva eletta così. Con la nuova legge questi collegi scompaiono, tranne in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige.
- Proporzionale: i seggi si dividono in proporzione ai voti. Se una lista prende un quarto dei voti, ottiene più o meno un quarto dei seggi.
- Premio di governabilità: è una quota di seggi in più (70 alla Camera e 35 al Senato) che va a chi vince le elezioni, ma solo se supera il 42% in entrambe le Camere. Serve a dare al Paese una maggioranza stabile.
La legge è nota anche con il nome di “Stabilicum”, proprio per l’obiettivo dichiarato di garantire stabilità ai governi.
In parole semplici: Non c’è più il “candidato del collegio” che vince da solo nel tuo territorio. Conta quanti voti prende ogni lista a livello nazionale, e chi supera il 42% riceve seggi in più.
I quattro numeri da ricordare
Se di questa legge volete ricordare solo l’essenziale, bastano quattro numeri.
Il 42% dei voti validi va raggiunto, arrivando primi, sia alla Camera sia al Senato. Il tetto di 220 seggi su 400 alla Camera diventa 113 su 200 al Senato, senza contare i seggi dell’Estero. Le 3 preferenze si esprimono con una crocetta accanto ai nomi: con il Rosatellum non esistevano.
In parole semplici: Chi supera il 42% in tutte e due le Camere ottiene una maggioranza garantita, ma con un limite: non può andare oltre 220 deputati. E tu, in cabina, puoi scegliere fino a tre candidati.
Come cambia la divisione dei seggi
Il numero dei parlamentari non cambia: 400 deputati e 200 senatori. Cambia invece il modo in cui vengono assegnati. Alla Camera il Rosatellum prevedeva 147 seggi nei collegi uninominali, 245 seggi proporzionali e 8 seggi per gli italiani all’estero. Con la legge 180 i seggi diventano 314 proporzionali, 70 di premio, 8 per Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige e 8 per l’Estero.
Al Senato si passa da 74 uninominali, 122 proporzionali e 4 seggi Estero a 154 proporzionali, 35 di premio, 7 per Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige e 4 per l’Estero. I collegi plurinominali, cioè i territori più ampi in cui si presentano le liste con più candidati, restano quelli già disegnati nel 2020. Le soglie di sbarramento sono confermate: per entrare in Parlamento una lista deve prendere almeno il 3% e una coalizione almeno il 10%. Se nessuno raggiunge il 42% in entrambe le Camere, il premio non viene assegnato e tutti i seggi (384 alla Camera e 189 al Senato) si dividono in modo proporzionale. Non c’è ballottaggio, cioè nessun secondo turno tra i primi due.
In parole semplici: I seggi che prima si vincevano nei collegi uninominali ora si dividono in proporzione ai voti. Una parte è riservata al premio, che scatta solo se qualcuno supera il 42%.
Il percorso in Parlamento
La legge ha fatto il percorso previsto per ogni legge ordinaria: è passata dalla Camera, poi dal Senato, che l’ha modificata, ed è tornata alla Camera per il sì definitivo.
- 16 luglio 2026: prima approvazione alla Camera.
- 15 settembre 2026: approvazione al Senato, con modifiche. È qui che sono state introdotte le preferenze.
- 8 ottobre 2026: approvazione definitiva con 227 voti favorevoli e 164 contrari.
- 9 ottobre 2026: promulgazione e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 235.
- 24 ottobre 2026: entrata in vigore.
Durante l’esame parlamentare il testo è cambiato in modo rilevante. La proposta originaria prevedeva un ballottaggio nazionale tra le prime due coalizioni, con una soglia del 40%: è stato cancellato e sostituito dalla soglia unica del 42%.
In parole semplici: La legge è stata approvata in via definitiva l’8 ottobre 2026 ed è in vigore dal 24 ottobre. Il ballottaggio, previsto all’inizio, è stato tolto.
Cosa resta del Rosatellum fino al 2027
La nuova legge vale per le prossime elezioni politiche. Il Parlamento di oggi, eletto con il Rosatellum, resta in carica con le regole con cui è stato eletto fino alla fine della legislatura. Questo ha una conseguenza pratica: le elezioni suppletive continuano. Quando un seggio vinto in un collegio uninominale resta vuoto, in quel collegio si torna a votare. È successo a Reggio Calabria il 28 settembre 2026, quando è stato eletto Roscioli con il 51,0% dei voti. La prossima suppletiva è in programma a Chieti il 15 e 16 novembre 2026. Dal 2027 tutto questo finirà. Con la scomparsa dei collegi uninominali, un seggio che si libera passerà al primo dei non eletti della stessa lista. Nessun ritorno alle urne a metà legislatura.
In parole semplici: Fino alle prossime politiche il Parlamento resta quello eletto col Rosatellum, e si possono ancora tenere elezioni suppletive. Dal 2027 non ce ne saranno più.
Cosa cambia per chi vota
Per l’elettore le differenze più visibili sono tre.
- Il voto alla lista pesa allo stesso modo ovunque. Non ci sono più collegi “in bilico” in cui un voto vale di più e collegi “blindati” in cui vale quasi nulla.
- Si possono dare fino a tre preferenze, ma il capolista, scelto dal partito, resta il primo eletto della lista.
- Prima del voto si saprà chi è il candidato premier di ogni lista o coalizione: il nome va depositato per legge, anche se non compare sulla scheda.
Per un territorio come l’Area dello Stretto il cambiamento è concreto. I collegi uninominali di Reggio Calabria e di Messina spariranno: la rappresentanza del territorio passerà dalle scelte dei partiti sui capilista e dalle preferenze degli elettori. Ne parleremo in un articolo dedicato. Nelle prossime puntate vedremo nel dettaglio la nuova scheda, il premio del 42%, cosa succede se nessuno lo raggiunge, le preferenze e le altre novità della legge. Riferimenti normativi: legge 9 ottobre 2026, n. 180 (GU n. 235 del 9 ottobre 2026), in vigore dal 24 ottobre 2026; legge 165/2017 (Rosatellum); art. 1, art. 3 e art. 83 del Testo unico per l’elezione della Camera, come modificati; d.lgs. 533/1993 come modificato; d.lgs. 177/2020 (collegi plurinominali); dossier del Servizio Studi della Camera AC0469f.

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