Reggio e Messina senza collegi: cosa cambia per lo Stretto con la nuova legge elettorale
Spariscono i tre collegi uninominali dello Stretto. I seggi restano, ma ora contano capilista, preferenze e soprattutto l'affluenza.
30 ottobre 2026 · 6 min di lettura
Una precisazione sul titolo. A sparire sono i collegi uninominali, non i seggi né la rappresentanza. Reggio Calabria e Messina continueranno a eleggere deputati e senatori: cambia il modo, perché i seggi passano ai collegi plurinominali e non c’è più un seggio garantito sul singolo territorio.
Oggi: tre collegi che garantiscono il territorio
Con il Rosatellum, la legge elettorale usata finora, una parte dei parlamentari veniva eletta nei collegi uninominali. Ogni collegio era un pezzo di territorio ben definito. Chi prendeva un voto in più degli altri vinceva il seggio. Nell’Area dello Stretto i collegi uninominali della Camera erano tre:- il collegio di Reggio Calabria, che comprende 71 comuni;
- il collegio di Messina;
- il collegio di Barcellona Pozzo di Gotto.
In parole semplici: Fino a oggi Reggio e Messina avevano deputati “propri” per legge. Dal 2027 nessun seggio sarà più riservato a un territorio specifico.
Trova il tuo collegio. Cerca il tuo comune o tocca la mappa, poi confronta i collegi di oggi con quelli in cui si voterà dal 2027, alla Camera e al Senato. È lo stesso strumento della guida La nuova legge elettorale.
Fonti: ISTAT, basi geografiche dei collegi elettorali 2020 (d.lgs. 177/2020, confermati dalla legge 180/2026; per il Senato i tre collegi della provincia di Bolzano hanno i nuovi confini dell'allegato 4 della legge, ricostruiti comune per comune). Popolazione: censimento 2011, come nei dati ISTAT dei collegi.
I seggi totali però restano
Perdere i collegi non significa perdere seggi. Il numero di parlamentari eletti in ogni circoscrizione dipende dalla popolazione, non dal tipo di collegio. I seggi che prima andavano ai collegi uninominali passano ai collegi plurinominali, cioè quelli più grandi dove si eleggono più deputati insieme. I collegi plurinominali restano quelli già in vigore, disegnati dal decreto legislativo 177/2020. Il peso dei nostri territori dentro questi collegi è rilevante. Per la Camera la Calabria forma un unico collegio plurinominale, grande quanto la regione: la città metropolitana di Reggio Calabria ne vale circa il 28%. Messina invece pesa moltissimo nel suo collegio, Sicilia 2 – P01, dove vive circa l’80% della popolazione del collegio (dati ISTAT sui collegi 2020, popolazione 2011). I seggi complessivi della Camera restano gli stessi: 12 per la Calabria e 16 per la Sicilia orientale.In parole semplici: La torta dei seggi è la stessa. Cambia il modo in cui si taglia: non più fette riservate al territorio, ma una gara dentro collegi più grandi.
Le due leve: capilista e preferenze
Se nessun seggio è più garantito, chi porterà in Parlamento le istanze dello Stretto? La legge offre due strade. La prima sono i capilista. Ogni lista presenta in ogni collegio plurinominale 7 candidati. Il primo, il capolista, è bloccato: lo sceglie il partito ed è sempre il primo eletto della lista. Se un partito mette in testa alla lista un candidato del territorio, quel candidato ha ottime probabilità di essere eletto. Ma la decisione è dei partiti, non degli elettori. La seconda sono le preferenze. Dopo più di 30 anni, l’elettore torna a scegliere i nomi. Si possono dare fino a 3 preferenze con la crocetta, tra i 6 candidati che seguono il capolista. Se si danno due o tre preferenze, devono essere di genere diverso, altrimenti la seconda e la terza vengono annullate. C’è un limite da conoscere. Le preferenze contano solo dove una lista conquista almeno due seggi nel collegio. Se una lista elegge un solo deputato, quel seggio va al capolista e le preferenze non spostano nulla. Secondo stime di analisti, tra il 60% e il 70% degli eletti passerà dai capilista e dai listini del premio, non dalle preferenze.In parole semplici: Il territorio può farsi valere in due modi: se i partiti candidano capilista dello Stretto, oppure se gli elettori dello Stretto votano in massa i propri candidati con le preferenze.
Il vero rischio: l’astensione
Con le preferenze vale una regola semplice: chi non vota, non conta. Le preferenze pesano sui voti effettivamente espressi. Se una parte del collegio vota poco, i suoi candidati raccolgono meno preferenze. E i seggi finiscono a chi viene dalle zone dove si vota di più. Per lo Stretto è un campanello d’allarme concreto. Alle elezioni suppletive del 27-28 settembre 2026 nel collegio uninominale di Reggio Calabria ha votato appena il 22,3% degli aventi diritto, secondo i dati di scrutinio non ufficiali.In parole semplici: Prima il seggio dello Stretto c’era comunque, anche se votava poca gente. Ora, se lo Stretto vota poco, i seggi vanno a chi vota di più altrove.
L’ultimo eletto di un collegio dello Stretto
Le suppletive di settembre si sono tenute perché il seggio era rimasto libero: Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria, aveva lasciato la Camera. Nel collegio uninominale Calabria 05 è stato eletto Fabio Roscioli, con il 51,0% dei voti. Le Camere attuali restano regolate dal Rosatellum fino allo scioglimento. Per questo i collegi uninominali esistono ancora e, se un seggio si libera, si torna a votare nello stesso collegio. Roscioli resterà in carica fino a fine legislatura. Dalle politiche 2027 le suppletive spariranno. Se un seggio si libera, passerà al primo dei non eletti della stessa lista nel collegio plurinominale, in base alle preferenze. Per questo, salvo altre suppletive prima della fine della legislatura, Roscioli resterà l’ultimo deputato eletto in un collegio uninominale dello Stretto.In parole semplici: Fino al 2027 resta tutto come prima. Dopo, niente più elezioni suppletive: chi lascia il seggio viene sostituito dal primo dei non eletti.
E il Senato?
Anche al Senato i collegi uninominali spariscono. Ma qui le due sponde dello Stretto seguono strade diverse.- In Calabria il Senato si vota, di fatto, su un collegio regionale unico. I candidati di Reggio competono con quelli di tutta la regione.
- In Sicilia la regione resta divisa in più collegi plurinominali.
In parole semplici: Al Senato i reggini gareggiano con tutta la Calabria. I messinesi, invece, restano in collegi più piccoli dentro la Sicilia.
Cosa significa per chi vive nello Stretto
La nuova legge non toglie seggi all’Area dello Stretto, ma toglie le garanzie. La rappresentanza del territorio non sarà più automatica. Dipenderà da tre fattori:- le scelte dei partiti sui capilista;
- la capacità dei candidati locali di raccogliere preferenze;
- la partecipazione al voto degli elettori di Reggio e Messina.

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