La nuova scheda elettorale: sette nomi, tre crocette e il capolista bloccato
Come si vota con la legge 180: X sul simbolo, fino a 3 preferenze con alternanza di genere e il primo seggio sempre al capolista.
31 ottobre 2026 · 5 min di lettura
Alle politiche del 2027 in cabina elettorale troveremo una scheda diversa da quella del Rosatellum. Niente più candidato del collegio in alto: ora ci sono liste di nomi e caselle per scegliere i candidati. Ecco come si vota, passo dopo passo.
Com’era la scheda del Rosatellum
Per capire la novità conviene ricordare com’era la scheda usata finora. In alto c’era il nome del candidato del collegio uninominale. Sotto, i simboli delle liste che lo sostenevano, ciascuno con i nomi dei candidati del collegio plurinominale, il territorio più ampio in cui si eleggono più parlamentari.
- Un solo segno valeva due volte: per la lista nel proporzionale e per il candidato del collegio uninominale.
- Non si potevano dare preferenze. L’ordine dei candidati, e quindi chi veniva eletto, lo decidevano i partiti. Le liste erano corte, da 2 a 4 nomi.
- Non era ammesso il voto disgiunto, cioè votare un candidato del collegio e una lista che non lo sosteneva.
In parole semplici: Con il Rosatellum mettevi un segno e basta: i nomi erano già decisi dai partiti, e tu non potevi sceglierne nessuno.
Sette nomi accanto a ogni simbolo
Con la legge 180 il candidato del collegio uninominale sparisce, perché i collegi uninominali sono aboliti (restano solo in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige). Sulla scheda si trovano invece i simboli delle liste e, accanto a ciascuno, l’elenco dei candidati di quella lista nel collegio plurinominale. Ogni lista presenta 7 candidati, in alternanza di genere: un uomo e una donna, o una donna e un uomo, uno dopo l’altro.
- Il primo della lista è il capolista. Lo sceglie il partito.
- Gli altri sei sono i candidati tra cui l’elettore può scegliere con le preferenze.
Uno stesso candidato può presentarsi in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque.
In parole semplici: Accanto a ogni simbolo ci sono sette nomi. Il primo lo decide il partito, gli altri sei li puoi votare tu.
Il gesto del voto: una X e fino a tre crocette
Il voto si esprime in due momenti.
- Primo: si mette una X sul simbolo della lista scelta. È il voto che conta per dividere i seggi tra le liste.
- Secondo: se si vuole, si possono mettere fino a 3 crocette nelle caselle accanto ai nomi dei candidati della stessa lista. Sono le preferenze.
Le preferenze non si scrivono più a mano. Si esprimono segnando una casella, con un sistema mutuato dalla Toscana e pensato per rendere più difficile il controllo del voto. Le preferenze tornano nelle elezioni politiche dopo più di 30 anni. È una novità introdotta al Senato il 15 settembre 2026, durante l’esame della legge.
In parole semplici: Fai una X sul simbolo. Poi, se vuoi, metti fino a tre crocette accanto ai nomi dei candidati che preferisci.
Attenzione all’alternanza di genere
C’è una regola da conoscere bene, perché un errore può far perdere una parte del voto. Se si danno due o tre preferenze, devono alternare il genere: per esempio una donna, poi un uomo, poi di nuovo una donna. Se la regola non viene rispettata, la seconda e la terza preferenza vengono annullate. Resta valida solo la prima.
- Una sola preferenza: nessun vincolo.
- Due o tre preferenze: i generi devono alternarsi.
- Se i generi non si alternano: valgono il voto alla lista e la prima preferenza, la seconda e la terza no.
In parole semplici: Se dai più di una preferenza, alterna uomo e donna. Altrimenti conta solo la prima.
Il secondo riquadro: la lista del premio
Sulla scheda c’è anche un altro elemento: accanto alla lista compare un riquadro con i candidati della lista circoscrizionale del premio. È la lista da cui vengono eletti i parlamentari del premio di governabilità, i 70 seggi alla Camera e i 35 al Senato che spettano a chi supera il 42% in entrambe le Camere. Ne parleremo nella prossima puntata. Per l’elettore la regola è semplice: segnare il riquadro della lista del premio vale come voto alla lista collegata. In queste liste valgono quote di genere: nessuno dei due generi può superare il 60% dei candidati.
In parole semplici: Se metti il segno sul riquadro della lista del premio, il tuo voto va comunque alla lista collegata. Non si perde.
Il capolista bloccato
La libertà di scelta ha un limite preciso. Il capolista non gareggia con le preferenze: è bloccato, lo decide il partito e il primo seggio che la lista conquista in quel collegio va sempre a lui. Solo dal secondo seggio in poi entrano in gioco le preferenze: tra i sei candidati che seguono il capolista, viene eletto chi ne ha raccolte di più. Questo significa che nei collegi dove una lista ottiene un solo seggio le preferenze non cambiano chi viene eletto. Nei collegi dove la lista ottiene due o più seggi, invece, le crocette possono decidere. Con la nuova legge è stata anche soppressa la regola del Rosatellum che fissava una quota nazionale 60/40 tra uomini e donne capilista. In parole semplici: Il primo eletto di ogni lista è sempre il capolista scelto dal partito. Le tue preferenze contano per i seggi successivi.
Prova la scheda. Cerca il tuo comune per sapere in quale collegio voti, poi fai una prova di voto sul fac-simile di Camera e Senato. È lo stesso strumento della guida Come si vota.
1 Scegli il tuo comune
Ti diciamo in quale collegio voti per la Camera e per il Senato, poi ti mostriamo la scheda e puoi provare a votare.
2 La scheda
Fac-simile. Liste e candidati per il 2027 non sono ancora stati presentati: i simboli sono quelli dei partiti di oggi, raggruppati come nel nostro simulatore, e i nomi sono di esempio. L'ordine dei simboli sulla scheda vera si decide per sorteggio e il modello grafico ufficiale non è ancora stato pubblicato.
Fonte: legge 9 ottobre 2026, n. 180 (Camera: scheda all'art. 31 e voto all'art. 58 del testo unico, modificati dall'art. 1, commi 16 e 17; Senato: voto all'art. 14 del d.lgs. 533/1993, modificato dall'art. 2, comma 7). Collegi: basi geografiche ISTAT 2020, confermate dalla legge. Tutte le differenze con il Rosatellum.
Cosa non c’è più sulla scheda
Riassumendo, rispetto al passato alcune cose spariscono.
- Il candidato del collegio uninominale, il cosiddetto “candidato del territorio”.
- Il doppio effetto di un solo segno su candidato e lista.
- Il voto disgiunto, che scompare insieme ai collegi uninominali.
E una cosa che non compare: il nome del candidato premier. Ogni lista o coalizione deve depositarlo insieme alle liste, ma sulla scheda non viene stampato. Per chi vota nell’Area dello Stretto la differenza è concreta: non ci sarà più un candidato eletto direttamente nel collegio di Reggio Calabria o di Messina. Le preferenze diventano lo strumento con cui gli elettori possono pesare sulla scelta dei rappresentanti del territorio.
Riferimenti normativi: legge 9 ottobre 2026, n. 180 (GU n. 235 del 9 ottobre 2026), in vigore dal 24 ottobre 2026; art. 31 (scheda elettorale), artt. 18-bis e 58 (liste e preferenze), art. 19 (pluricandidature) e art. 14-bis (candidato premier) del Testo unico per l’elezione della Camera, come modificati; dossier del Servizio Studi della Camera AC0469f.

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